XX settembre Ripenso a quell’atmosfera quieta nello studio del tuo papà. Il silenzio aleggiava lieve e favoriva la concentrazione. Ti sentivo leggere a mezza voce dall'altra stanza. Era bello averti là, appena dietro la porta. Bastava varcare la soglia per ricevere un bacio, condividere dei biscotti. La mia dimensione più naturale, in cui tutti i desideri si placavano in una serenità consapevolmente raggiunta.

8 responses to “XX settembre”

  1. Avatar giacinta

    Da soli insieme: il massimo! Bello, Pim.

  2. Avatar Pim

    Touché! 🙂

  3. Avatar rosy
    rosy

    il ricordo come un sogno può essere condiviso, raccontato, e in questo raccontare sta tutto il piacere dell’evocazione….

  4. Avatar Pim

    Noi siamo i ricordi che abbiamo, Rosy…

  5. Avatar prishilla

    E’ bellissimo quando il silenzio aleggia!
    Prish

  6. Avatar Pim

    Adoro il silenzio, Prish, è il posto migliore dove metterci i pensieri.
    Pim

  7. Avatar graziella
    graziella

    E’ come se una cotta adolescenziale avesse trovato il proseguimento adulto in questo quadretto intimo delizioso.

  8. Avatar Pim

    Touché (e due!).
    🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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