L.A. ConfidentialUno dei migliori film statunitensi degli ultimi vent’anni – e non solo per la categoria noir. Si richiama ai classici del genere in b/n senza imitarli pedissequamente. Non per nulla prende le mosse da un romanzo a tinte foschissime di James Ellroy. Jack Vincennes, Ed Exley e Bud White, agenti della polizia di L.A. dai modi alquanto discutibili, si ritrovano inviluppati in una torbida vicenda di corruzione, droga e prostituzione. La trama è contorta ma, grazie a un meticoloso lavoro di sceneggiatura, non si aggroviglia su se stessa come capita sovente in questi casi. Ambientazione accuratissima, fotografia impeccabile, attori tutti in parte e diretti con mano felice: spicca la performance del solito grande Kevin Spacey e Kim Basinger è nel ruolo della vita. Non ridondante la voce off di Danny De Vito, il salace direttore della rivista scandalistica Hush-Hush. L.A. Confidential contiene una critica serrata alla Hollywood dissoluta anni '50, specchio fedele di un’America ancora avvolta nel torpore che precedette il trauma kennedyano. Da vedere.

L.A. Confidential, di Curtis Hanson, con Kevin Spacey, Russell Crowe, Guy Pearce, Kim Basinger, Danny De Vito. (Usa, 1997, 137’). Sabato 14 gennaio 2012, ore 18,35, Iris Tv.

4 responses to “L.A. Confidential”

  1. Avatar roberto

    D’accordissimo, ma non dimentichiamoci “I Soliti Sospetti”. Che atmosfera e che Kevin Spacey.

  2. Avatar Pim

    Hai fatto bene a ricordarlo. Non stona aggiungere “Se7en” – il mio preferito in assoluto.
    Grazie.
    Pim

  3. Avatar angela
    angela

    Ieri ho rivisto questo bel film…strano, benchè l’abbia visto ricordavo pochissimo e me lo sono rigoduta come la prima volta..alle volte avere poca memoria è bello!

  4. Avatar Pim

    Ah, non dirlo a me, che sono peggio dello smemorato di Collegno… 🙂
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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