(Istituto Madre Cabrini, Torino, 21 febbraio 2012. Non ho capito bene che cosa significa, ma mi piace.)
(Istituto Madre Cabrini, Torino, 21 febbraio 2012. Non ho capito bene che cosa significa, ma mi piace.)
Cosa avrà avuto in mente? E’ una frase che mi intriga. Come dire: è chi legge che da un senso, altrimenti c’è solo un grande, unico SE.
Mah.
Buona giornata, prish
p.s. Cos’è l’Istituto Madre Cabrini?
Non ho capito bene che cosa significa, ma mi piace….una frase che dico spesso quando leggo i tuoi post 🙂
Alex
@ Prish:
Non è la mamma di Antonio Cabrini… è una scuola privata di Torino, comprende materna, elementari e medie. La sala conferenze ospita lezioni universitarie. Diciamo che la frequento spesso, ecco. (Sono ancora un bimbo, no?)
Buon lunedì.
Pim
@ Alex:
Ti capisco. Capita anche a me quando li rileggo… 🙂
Grazie, a presto.
Pim
L’unico se è anteposto al mio lettore
E’ un se-lettore
Se il tuo CD non suona
è un brano rap, pim, di un certo clementino. napolimanicomio.
Dunque lettore non nel senso di colui che legge ma, col prefisso “se”, di selettore. Più tecnico, meno surreale.
Le spiegazioni rovinano sempre tutto… 🙂
Grazie Rosy, ciao.
Pim
E se dicessimo “il se è posposto”?
dragor (journal intime)
Perché no. La frase è talmente surreale che può essere capovolta, sgangherata come si vuole. Cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia. (Qualunque cosa significhi.)
Ciao Dragor, à bientôt
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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