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(Fotografie scattate la sera dell'11 marzo 2010.)

6 responses to “Hard Rock Cafè, London”

  1. Avatar Alex
    Alex

    Strano. Nei 45000 Hard Rock Cafè nel mondo c’è sempre la chitarra di John Lennon o quella di Jimmy Hendrix….un po’ come il Santo Prepuzio di Gesù ce nè uno in ogni chiesa…
    Alex

  2. Avatar Pim

    A Londra, di Lennon, c’è il giubbetto stile militare che indossava a cavallo del 1970 (quello di Power to the people, per intenderci): è nella terza fotografia, sullo sfondo (occorre ingrandirla).
    Credo che ci sia qualcosa anche di Hendrix, però non ho visto nulla… forse i denti con cui suonava la chitarra, boh… 🙂
    Ciao Alex, grazie.
    Pim

  3. Avatar rosy
    rosy

    il locale è sicuramente caratteristico però la musica è alta, si mangia maluccio e non si spende nemmeno poco. non so se le infradito di vattalapesca valgono tanta fatica…. 🙂

  4. Avatar Pim

    Il ménu è all’americana, cheeseburger e tutto il resto: per una sera si può fare. L’atmosfera è rumorosa ma divertente, le reliquie appese ovunque attraggono più i turisti che gli autoctoni: ci si entusiasma per la chitarra a doppio manico di Steve Vai (penultima foto) anche se non si ricorda un suo brano che è uno.
    Pim

  5. Avatar agnès

    Penso che mio figlio impazzirebbe, di fronte a tutte quelle chitarre. Meno male che, quando eravamo a Londra, ancora non suonava, altrimenti saremmo ancora lì, a naso in su. Ripensandoci, potrebbe essere una cosa bella.

  6. Avatar Pim

    Certo. E poi, a pochi passi, c’è pure il Rock Shop… come resistere all’acquisto di una t-shirt?
    Ciao Agnès, un abbraccio.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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