MarilynC’è un intreccio di elementi che ha trasformato una modella di umili origini in una diva di Hollywood, e quindi un mito che incanta ancora dopo mezzo secolo. Lo sguardo trasognato, la voce carezzevole, la sensualità penetrante, insieme a una personalità tormentata, una vita sentimentale travagliata e a una fine oscura. Il personaggio convenzionale della bionda svampita e attraente – archetipo dell’immaginario erotico maschile – caratterizza la carriera di Norma Jean Baker, fin dagli esordi in ruoli di seconda schiera. Agli occhi degli spettatori rivela però ben presto un fascino straordinario, non disgiunto da una scintillante ironia che troverà piena espressione sotto la guida di Billy Wilder – Quando la moglie è in vacanza, A qualcuno piace caldo. Prova a crescere, il matrimonio con Arthur Miller, a migliorarsi, l’Actor’s Studio, a misurarsi con parti più complesse, Il principe e la ballerina per la regia di Laurence Olivier, ma le inquietudini esistenziali e il senso d’inadeguatezza prendono via via il sopravvento. Marilyn, di Simon Curtis, coglie l’attrice proprio in questo momento cruciale di passaggio, rimasto incompiuto.

Marilyn (My Week with Marilyn), di Simon Curtis, con Michelle Williams, Kenneth Branagh, Julia Ormond, Judi Dench, Emma Watson, Derek Jacobi (GB, 2011, 99’). In programmazione al Cinema Fratelli Marx di Torino.

8 responses to “Marilyn”

  1. Avatar Alex

    Lo sguardo trasognato…c’è una scena irresistibile in Come sposare un milionario. Marilyn è miope e rifiuta ostinatamente di portare i suoi occhiali. Siamo nel bagno di un ristorante, Marilyn si sta truccando e per sembrare ancora più svampita e attraente, toglie i suoi occhiali per raggiungere il milionario al ristorante…si avvia verso la porta e sbatte la faccia contro un pannello…meravigliosamente burlesque. Un genio comico diceva Billy Wilder a proposito di Marilyn.
    Alex

  2. Avatar Pim

    Tempi comici perfetti. Marilyn giocava molto sul ruolo di donna bella ma leggera, che non è sinonimo di stupidità…
    Ciao Alex.
    Pim

  3. Avatar Julie
    Julie

    I mass-media nel tempo ci hanno parlato di lei come di una semplice ragazza inesperta ed ingenua, incapace di gestire la sua notorietà, manovrata dallo star-system e preda di quel mondo fatto di iprocrisia, compromessi, e vana apparenza; tuttavia l’immagine di lei che sorride luminosa irradiando gli schermi e le copertine dei giornali è più forte di qualsiasi tentativo sia stato fatto per restituirle la sua reale personalità.
    Marylin oggi per noi non può che continuare a restare IL MITO, come se la sua immagine fosse stata ibernata continuando a conservarsi eternamente così. Giustamente la sua morte precoce ha impedito che nel corso del tempo ci venisse rivelata la sua decadenza fisica, ecco perchè la Marylin di ieri continuerà ad essere quella di domani e di sempre.
    Bel post, ciao.
    Julie

  4. Avatar dragor
    dragor

    Alex dice bene, Wilder aveva intuito le sue possibilità. Una grande attrice. A fare le svampite ci hanno provato in miliardi ma soltanto lei è arrivata al top. Ancora oggi è un modello.
    Buona notte Pim
    dragor (journal intime)

  5. Avatar Pim

    @ Julie:
    Quando si parla di Marilyn, comunque, il problema è che si rischia di confondere ogni volta il personaggio con la persona. Trattandosi di attori, la linea di confine è sempre molto labile: a maggior ragione se si tratta di Marilyn.
    In ogni caso, la morte interruppe un processo di maturazione che, chissà, forse l’avrebbe portata lontano. Nel 1957 aveva messo in piedi una casa di produzione indipendente per realizzare Il principe e la ballerina (il film di Curtis non ne parla direttamente); in Gli spostati aveva interpretato un ruolo drammatico con gran bravura. Evidente che stava tentando strade nuove.
    Grazie Julie, ciao.
    Pim

  6. Avatar Pim

    @ Dragor:
    Vero, Marilyn non era un’attricetta di varietà sciocca e sventata, anzi era ben cosciente delle proprie lacune professionali e culturali (il film lo evidenzia bene). Era certamente una donna dalle molte identità, anche in palese contrasto tra loro, ma poco “costruita”. Al contrario di quelle che da quarant’anni la scimmiottano: da Sandra Milo a Valeria Marini, passando per Isabella Biagini e Justine Mattera.
    Ciao ciao.
    Pim

  7. Avatar Sanvean

    Marylin è nata diva, lo sarebbe stata comunque, anche senza la sua morte oscura che poi l’ha resa mito, anche senza alcuna operazione pubblicitaria (la diffusione mediatica era molto ridotta rispetto ad oggi).

  8. Avatar Pim

    Oggi le dive hanno perso gli attributi che l’appellativo stava ad indicare e si sono vestite di panni altoborghesi ben più riconoscibili per le masse.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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