Isaac: << Ma
quante volte puoi fare l'amore in una notte? >>.
Tracy: << Tante… un sacco!
>>.
Isaac: << Me ne sono accorto… un sacco è il mio numero
preferito >>.
(Woody Allen e Mariel Hemingway, Manhattan)
Isaac: << Ma
quante volte puoi fare l'amore in una notte? >>.
Tracy: << Tante… un sacco!
>>.
Isaac: << Me ne sono accorto… un sacco è il mio numero
preferito >>.
(Woody Allen e Mariel Hemingway, Manhattan)
:))) guarda caso proprio sabato sera mi sono rivista “manhattan”…sempre un capolavoro!
Fu il primo film “d’autore” che vidi al cinema (avevo quattordici o quindici anni) e fece di Woody Allen il compagno della mia adolescenza.
Pim
oh Pim, ma questo spiega ‘un sacco’ di cose….!!! 🙂
Un sacco, vero, a cominciare dalle sue battute. Fin dai tempi delle burrasche adolescenziali mi hanno suggerito chiavi di lettura per capire un po’ i risvolti dell’animo umano, perennemente indeciso tra l’essere ed il cercare di essere (visto che l’avere è risolto sempre in forma aprioristica). E da lì tutto il resto. Pensandoci su, proprio un sacco di cose, hai ragione… 🙂
Pim
…un sacco bello!!!
:-)))
Scusa Pim, ma questo post mi fa sorridere, e ridere: un sacco!!!!!
PuntoG
Un sacco è anche il mio numero preferito! 🙂
Ciao G.
P.
“Dick” Tracy 🙂
:-)))
Quando si dice l’allusione!
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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