(Pubblicato sul Forum CInema di Kataweb il 14 novembre 2003 e su Blu Agorà Caffè l’11 novembre 2004)

Kill Bill vol.1Rottura per rottura, occhio per
occhio, dente per dente. Il perdono cristiano fortifica l’Io ma non fa
spettacolo e il concetto di giustizia come virtù per eccellenza è roba da
filosofi. Meglio la legge del taglione. La spada del samurai, nel nostro caso.
Consiglio dello chef: la vendetta è un piatto che va servito freddo.
Indigestione garantita.

Kill Bill – Volume 1
segue regole piuttosto prevedibili. Dopo essere stata mezza massacrata nel giorno delle nozze, Black Mamba
ritorna alla vita con l’unico scopo di vendicarsi dei carnefici, i quali le
hanno pure sottratto la figlia che serbava in grembo. Mette giù una lista
(segna-e-depenna) e via. Giustizia fai-da-te. I motivi che hanno condotto alla carneficina iniziale verranno rivelati soltanto alla fine del Volume 2 (attendiamo fiduciosi), risulta perciò difficile identificarsi più di tanto con la furia omicida
della Sposa, semplicemente proporzionale alla violenza subita.
Un’autentica ossessione.

C’è un’eccessiva semplificazione
dei meccanismi attraverso i quali il regolamento di conti si mette in atto. La
messinscena appare coreografica ed elaborata ma, alla fine, tutto si
materializza in decine di arti amputati, teste mozzate, con grandi spruzzi
ematici per ogni dove. Diversamente da altri film, Tarantino non rappresenta la violenza allo scopo di esorcizzarla: anzi, alla vicenda manca proprio quell’umorismo
squinternato e sghignazzante che a me piaceva assai.

La narrazione segue allora canoni elementari, senza riservare sostanziali sorprese. All’ennesimo sbudellamento mi è sfuggito uno sbadiglio. Repetita iuvant, sed stufant. La confezione è eccellente, nulla
da dire, Tarantino si colloca tra i registi che appartengono alla schiera dei
visionari, però qui scivola nella maniera. Kill Bill non colpisce, non
emoziona, non coinvolge. Il risultato finale lascia freddi come la sete di
vendetta di Black Mamba. In certi momenti sembra La Tigre e il Dragone, in altri un
qualunque film di John Woo. Spettacolare, sì, ma privo di anima.
Più spolpato che pulp.

Kill Bill – Volume 1, di Quentin Tarantino, con Uma Thurman, Lucy Liu, Daryl
Hannah, Michael Madsen, David Carradine (Usa, 2003, 111’). Mercoledì 16 gennaio
2013, ore 21,05, Iris Tv.

2 responses to “Kill Bill – Volume 1”

  1. Avatar rosy
    rosy

    repetita iuvant, sed stufant. carina, mi sa che te la rubo pim. rosy

  2. Avatar Pim

    Fai pure, Rosy, è una vecchia battuta dei tempi liceali (non riciclo soltanto i vecchi post…).
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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