Alberto Sordi, storia di un italianojpgStoria di un italiano
era il titolo
di una serie televisiva antologica e, in effetti, Alberto Sordi ha rappresentato bene l’italiano medio. Provinciale ma ambizioso, prepotente e
vigliacco allo stesso tempo, apparentemente cinico, senza scrupoli, in realtà
conformista e qualunquista. Prendendo a bersaglio gli aspetti più paradossali
di certe convenzioni, infierendo su tutte le classi e gli ambienti, ne ha
ricavato una serie impressionante di personaggi, sempre tenuti sul piano
caricaturale, deformandoli secondo il proprio estro comico. Se è vero che nell’ultima
parte della carriera non è più riuscito a seguire l'evoluzione del costume e la
critica sociale è scivolata in un moralismo spesso fastidioso, non dobbiamo
dimenticare le sue felici incursioni nel grottesco e alcune intense
interpretazioni drammatiche.

Sordi è stato uno
dei maestri della cosiddetta commedia all’italiana, avendo lavorato con tutti i
più grandi registi (da Fellini a Monicelli, da Comencini a Risi) e contribuito al
loro successo. La sua scomparsa segna la conclusione di un’era del
nostro cinema. Tognazzi, Mastroianni, Gassman, adesso Sordi. Se ne sono andati tutti,
e con loro un pezzo della nostra storia.

(Pubblicato su Kataweb Forum Cinema il 25
febbraio 2003
)

4 responses to “Alberto Sordi, storia di un italiano”

  1. Avatar Laura
    Laura

    I personaggi di Sordi sono ancora molto attuali, basta vedere che sta capitando in questi giorni.

  2. Avatar irenespagnuolo

    Concordo pienamente nel ricordo, Pim. Effettivamente è finita un’epoca…almeno dal punto di vista cinematografico, intendo.
    😉

  3. Avatar Pim

    Si potrebbe fare un’interessante analogia tra la crisi del cinema e delle arti nel nostro Paese e quella sociale, economica, politica. Argomento forse impossibile da racchiudere nello spazio esiguo di un post.
    Ciao Irene, a presto.
    P.

  4. Avatar Frankie

    Nei suoi film ha raccontato l’ex-cursus della nostra società dagli anni cinquanta agli anni ottanta, non so se veritiero o no, ma i suoi personaggi sono delle fotografie delle persone che hanno vissuto un trentennio intenso attraversandolo con tutto il loro bagaglio, chiamati a costruire l’italia del dopoguerra.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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