In the Mood for LoveTutto giocato sul non-detto, le ellissi, i silenzi, In the Mood for Love traduce per immagini la storia di un incontro breve e ritroso, in cui una donna e un uomo si avvicinano sino al punto di sfiorarsi che non è mai contatto. L'amore resta nel sottinteso, senza sapere davvero dove si arriva e se mai. Più che la storia vale il metatesto: la morbida fotografia, il montaggio espressivo, le dolcissime musiche (da brividi i ralenti accompagnati dal valzer di Michel Galasso e le vecchie canzoni di Nat King Cole). È un film di sguardi, abiti, telefoni, ombrelli. Tony Leung e Maggie Cheung offrono interpretazioni dense di sfumature, ma il merito va interamente a Wong Kar-Wai, che fa rimanere a bocca aperta per ogni inquadratura, ogni movimento di macchina.
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In the Mood for Love, di Wong Kar-wai, con Tony Leung, Maggie Cheung, Rebecca Pan, Lai Chen (Hong Kong/Francia, 2000, 98'). Domenica 10 marzo 2013, ore 23,30, Rai5

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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