Come Cassandra Crossing“… Ma soprattutto perché, quando si viaggia, si entra in una terra di
nessuno. Abbiamo abbandonato il punto di partenza, e le Ferrovie non
garantiscono di toccare un (o addirittura il) punto di arrivo. E allora si sta
lì, si aspetta, e intanto si fanno girare i pensieri, o si guardano le immagini
come se fossero le belle e talvolta orrorose pitture che nell’infanzia
decoravano i libri delle fiabe. E se capitasse – ci si chiedeva improvvisamente – come in quel film con Sofia Loren, Cassandra Crossing, in cui, non ricordo
più bene ma il treno correva, correva, istradato da un demiurgo capriccioso su
linee sempre più improbabili o addirittura abbandonate, sino al disastro finale?
Perché si sa che molte fiabe finiscono male…
”.

(Augusto Romano, Il viaggiatore incantato, da In ascolto di Jung, Moretti&Vitali)

4 risposte a “Come Cassandra Crossing”

  1. Avatar Prishilla

    Io me lo chiedo sempre, fra Rogoredo e Lambrate…!!

  2. Avatar Pim

    Proprio lunedì, sul far della sera, passavo rapidamente (alta velocità) per Rogoredo… 🙂

  3. Avatar rosy
    rosy

    i treni a me ricbiamano le distanze, le separazioni, anche se temporanee, un dolore a cui non ci si abitua mai. E’ qualcosa di molto forte, senza rimedio consapevole. per questo li odio….

  4. Avatar Pim

    I treni hanno qualcosa a che vedere con il principio e con la fine. (Osvaldo Soriano, Triste solitario y final)
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

Marzo 2013
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