L'abissoA un certo punto accade che, citando Nietzsche, se decidi di guardare
l’abisso prima o poi l’abisso decide di guardare dentro di te. E quindi, essere
scrutati dall’abisso significa che la misura del mondo in cui vivi è una misura
che ti trasforma per sempre. Inizi a capire che cosa sta succedendo in un
Paese, sempre di più, che quello che lo determina non sono i dibattiti, non
sono le dichiarazioni. E quello che sta avvenendo alle persone magari sfugge. E
quindi tu ti senti, a un certo punto, quasi di somigliare ai personaggi di cui
scrivi: perché inizi ad essere diffidente come loro, inizi a considerare una
persona solo in nome del potere che esprime, inizi a comprendere dove sono le
sue debolezze… Inizi ad avere esattamente quel modo di ragionare. E questo ti
porta a una solitudine terribile
”.

(Roberto Saviano, da Che tempo che fa del 7 aprile 2013)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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