291892_181827115228185_1860570939_nCon Gian
Maria Volonté, il talento più brillante del cinema italiano. Non c'è film, non
importa quanto ben scritto o riuscito, che non sia caratterizzato dalla sua
presenza. Non per nulla era l’attore preferito da Fellini e
Ferreri, che più hanno saputo evidenziarne la naturale malinconia, il disincanto
lieve, la personalità. Straordinaria la capacità di gettare via il copione, e con esso tutti gli artifici interpretativi che pure conosceva bene,
per mettersi a improvvisare. In un incontro alla Casa del Cinema cui
partecipai anni fa, Dacia Maraini raccontò che, un giorno, Marcello vide un cagnetto gironzolare
intorno al set di Storia di Piera. Lo
prese con sé, cominciò a giocarci insieme, poi lo inserì in diverse sequenze.

2 risposte a “Marcello”

  1. Avatar Badev

    Ti piacerebbe molto un mio manifesto di loro due, tratto dal film Todo modo, in cui letteralmente “si prendono a sguardi”.

  2. Avatar Pim

    Conosco quella fotografia, la successione degli ultimi due post in qualche modo la richiama: Volonté e Mastroianni mi fanno pensare a una specie di Giano Bifronte ma con gli sguardi che si toccano.
    Ciao Badev, grazie.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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