Non potrà essere che altrimentiI due protagonisti affittano con
i rispettivi coniugi due stanze confinanti. Di fronte la spiaggia, di un
candore accecante, e il mare lontano. L’occhio spettatore sa perfettamente che
si amano e si desiderano, sebbene celino la reciproca attrazione producendo un
contegno estremamente riservato. Si scrutano a lungo con silenzioso pudico ritegno,
trattengono le parole all’estremità dei gesti apparentemente neutri di una
cortesia formale. Il sentimento si vela in un intreccio indiretto ma inequivocabile
di attenzioni composte. Si succedono inquadrature di dettagli: orologi, bicchieri,
borse, costumi, occhiali da sole. Una collezione di particolari microscopici che
inoculano una sensazione dolce e solenne di malinconia senza risentimento. Finché,
nelle mani di lui, si materializza un biglietto. Lo apre di nascosto. Reca
scritto con morbida grafia Non potrà essere che altrimenti. Sembra all’istante
una rinuncia dolorosa ma poi, ripercorrendo una seconda volta la frase, capisce.
Alza la testa e nota che la disciplina con cui lei ha sempre sorvegliato l’espressione
del viso si è sciolta in un sorriso complice.

La bellezza dei sogni, come del
cinema, sta nel fatto che possono preparare l’occhio all’imminenza di una
storia senza infine raccontarla.

7 responses to “Non potrà essere che altrimenti”

  1. Avatar rosy
    rosy

    Bellissimo
    Misterioso.
    Continua?

  2. Avatar Pim

    Di solito i sogni non prevedono sequel, però non si sa mai.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Sono sempre felice quando riesco a evocare complice. Non potrà essere che altrimenti? Se la vita fosse un seguito di altrimenti! Ma a volte le donne sorridono soltanto in sogno.
    Ciao Pim, splendido pezzo
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Elena

    Bellissimo!

  5. Avatar irenespagnuolo

    Io adoro le storie “senza finale”!
    Gli inviti, ecco.
    Dragor, oltre che nei sogni le donne sorridono anche al cinema 😉

  6. Avatar prishilla

    anche nei risvolti,le donne sorridono anche nei risvolti!
    p.s. anche a me è piaciuto tanto questo pezzo
    prish

  7. Avatar Pim

    Dragor, Irene, Elena, Prishilla: leggo i vostri commenti mentre ritorno da un breve viaggio e vi ringrazio di cuore.
    Un abbraccio collettivo.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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