Peccato non ci siano più quelle
domeniche degli anni '80. Domeniche pomeriggio che trascorrevo al cinema
insieme a Lidia, vedendo film importanti oppure baciandoci protetti dal buio
ovattato della sala. Woody Allen nel primo caso, Indiana Jones nel secondo. Un pesce di nome Wanda lo davano al
Charlie Chaplin di Via Garibaldi, l'antico Cinema Alpi, con i suoi stucchi e
gli specchi art déco. Era l’autunno del 1988, forse i primi giorni di ottobre – non credo oltre,
ricordo che pioveva ma non faceva freddo. Il tempo in cui i cinema si
riempivano ancora: ci accodammo infatti a una fila ordinata di gente che si
snodava dall'ingresso sin quasi in Via della Consolata, sperando in cuor nostro
di trovare due posti vicini.
Giunti alla cassa ognuno pagò per
sé, come sempre. Su questo punto Lidia era stata categorica a partire dal primo
appuntamento, tre anni addietro: frequentavamo l’università, non disponevamo di
grandi risorse economiche, e poi lei era troppo orgogliosa per lasciarsi
offrire il biglietto. Il film l'avevo comunque scelto io, sulla scorta di
alcune recensioni che mi avevano incuriosito – abitudine, quella della scelta
del film, che avrei mantenuto con le fidanzate successive e valida tuttora (credo
ci sia di peggio, no?).
Era il tempo delle sale
affollate, dicevo, e anche quello in cui al cinema ridevo, ridevo con gusto straripante.
Un pesce di nome Wanda conteneva per
l'appunto sequenze assai divertenti. Memorabile Kevin Kline (baffetti alla
Clark Gable) che amoreggiava con Jamie Lee Curtis in uno spagnolo buffonesco. E
Michael Palin (ex Monty Python), con i suoi reiterati tentativi di far fuori
una vecchia megera, era spassoso fino alle lacrime.
Rivisto oggi, le risate
sboccherebbero senz’altro più contenute. La freschezza adolescenziale prevede
una data di scadenza oltre la quale l'umore si raggruma in una medietà
prevalente. Inoltre il film è invecchiato, troppo connotato a quell'epoca
svagata che non ha saputo lasciar traccia permanente di sé. Al posto del Charlie
Chaplin si trova adesso una di quelle catene di negozi omologati che potresti incontrare in qualunque città. Lidia se ne andò per un collega di corso e svanì
seguendo le rare opportunità che offre una carriera incerta. In quanto a me,
che dire… la domenica pomeriggio scrivo, sperando forse di ritrovare il filo
che riunisca in modo consistente e durevole quei giorni sereni al tempo
presente.
(Dedicato a "Eleonora Miraldi")
Un pesce di nome Wanda (A Fish Called Wanda), di Charles Chrichton, con
Kevin Kline, Jamie Lee Curtis, John Cleese, Michael Palin (Usa, 1988, 108’).
Martedì 25 giugno 2013, ore 21,10, La7d.







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