La leggenda del pianista sull'oceanoTornatore è autore d’impareggiabile retorica. Anche se non ricordo La leggenda del pianista nei dettagli, conservo memoria della nausea da chinetosi che mi prese allo spiattellamento di frasi (“Se non sai cos'è, allora è jazz") e situazioni ad effetto (il musicista perduto, la nave in smantellamento, la decisione finale del protagonista) dal gusto spudoratamente ricattatorio. All’uscita del cinema, mi lamentai che aveva voluto trarre una vicenda fluviale e spettacolare da un libriccino di appena sessanta pagine, resa assai più efficacemente dall’intenso monologo teatrale di Eugenio Allegri. Dopo quindici anni non ho cambiato idea, visto anche il recente La migliore offerta: se Tornatore si facesse aiutare nella stesura di soggetto e sceneggiatura invece di fare l’one-man-band, i suoi film risulterebbero di molto migliori. Le scelte prettamente registiche sono infatti sempre pregevoli. Nella Leggenda del pianista, la sequenza del pianoforte sbloccato dai fermi nella nave scossa dalla tempesta è girata in modo superlativo. E se non sembra realistica, beh, chissenefrega: è il cinema, bellezza…
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La leggenda del pianista sull’oceano, di Giuseppe Tornatore, con Tim Roth, Pruitt Taylor Vince, Bill Nunn, Peter Vaughan, Gabriele Lavia (Ita/Usa, 1998, 165’). Sabato 24 agosto, ore 17,40, Iris Tv.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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