Pensare pensieriMi sveglio con la sensazione di
avere le mani nude. Rintraccio nel buio qualcosa da stringere: il lembo del
lenzuolo, l’orlo del cuscino. Mi crogiolo in quei pensieri che nella notte non
prendono forma. Quando le parole non possono uscire allo scoperto e si mangiano
da sé.

Si racconta una storia con l’intenzione di sedurre. Nel senso
etimologico del termine: condurre qualcuno con sé. Non perché qualcuno ci cada
ai piedi, semplicemente per convincerlo a restare in nostra compagnia.

Sì, è così. È sempre stato così.

Poi, è più facile parlare di
corpi. Intriga e fa meno male. Perché le parole sono bisturi affilati e
abbiamo ben chiara la tenerezza che si muove all’interno della materia fisica. Ci soffermiamo sull’impronta che gli amanti lasciano sulle lenzuola, sui loro gesti, sui gemiti. Ma questa è appena la superficie, l'involucro. Non si tratta soltanto di sesso, né di fare
l'amore, e a dire il vero non si tratta soltanto di una storia. Sappiamo l'essenza delle cose, invisibile da fuori. Chi c'è dentro, o c’è stato, la
conosce. Forse nemmeno. La sappiamo tu ed io.

Respiro. Ora ci vuole un bel
respiro. Un’onda bianca che s’inarca e sfuma.

Mi ascolto pensare i miei
pensieri fino a confonderli e a non sapere più niente di me.

10 responses to “Pensare pensieri”

  1. Avatar psicologo roma

    E’ un post bellissimo e molto profondo e che sicuramente tradurrei in poesie dai versi liberi e sciolti.

  2. Avatar Prishilla

    Potrei rileggere questo post tutto il giorno. Bello e intenso: grazie!
    buona giornata,
    Prish

  3. Avatar irenespagnuolo

    Wow…leva il fiato!
    Eh si, ci vuole un bel respiro. Un’onda bianca che s’inarca e sfuma.

    Vado a pensare pensieri Pim 😉
    Irene

  4. Avatar Pim

    @ Psicologo Roma:
    Effettivamente avevo idea di rendere il brano in versi liberi, oppure di non inserire segni di interpunzione lasciando fluire i pensieri – alla maniera di Joyce. Grazie per il suggerimento, comunque, ne terrò conto in seguito.
    Pim

  5. Avatar Pim

    @ Prish:
    Ti rivelo un segreto. Mentre scrivevo, ero più o meno a metà brano, mi sono chiesto: quali parole, quali espressioni impiegherebbe Prishilla? 🙂

  6. Avatar Pim

    Bion diceva che albergano in noi pensieri che non sappiamo di pensare…
    Buon lavoro, Irene.
    Pim

  7. Avatar Prishilla

    Bè Pim, intanto che arrossisce senza ritegno, Prishilla ti garantisce che lei mai avrebbe saputo trovare le espressioni che hai sfoderato dai tuoi risvolti! 🙂

  8. Avatar dragor
    dragor

    Lascia stare Joyce, tu sei meglio. Senza segni d’interpunzione ciascuno puo’ leggere quello che vuole. Come nelle sonate di Bach, quando J.S. si dimentica di mettere i respiri. L’inizio e la fine della frase diventano arbitrari.
    Grande post.
    Ciao, buon weekend
    dragor (journal intime)

  9. Avatar Pim

    @ Prish:
    Beh, adesso sono io che arrissisco – per fortuna non mi vedi… 🙂
    @ Dragor:
    Di meglio rispetto a Joyce solo il fatto che sono ancora vivo! 😀
    Grazie di cuore, buon week end anche a te.
    P.

  10. Avatar giulia
    giulia

    Chissà perché la realtà ha tutto un altro aspetto la notte. Quando ci svegliamo in mezzo alla notte, appena acquisito un minimo di coscienza, ci balzano alla mente pensieri fuori controllo, come saette nel buio.
    Ma perché la notte tutto sembra diverso?

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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