CriticiL'episodio è narrato anche nel recente biopic su Hitchcock diretto da Sacha Gervasi: un critico del New York Times definì Psyco
"una macchia su una carriera onorevole". In Francia, invece, il
film fu apprezzato per merito soprattutto di Truffaut e del gruppo dei Cahiers du Cinéma,
che proprio in quegli anni stava rivalutando l’intera produzione del regista
inglese.

Ecco, questo semplice esempio serve a
dimostrare che ai critici e ai loro giudizi va riservato un valore relativo e
una credibilità condizionata. "La critica cinematografica non sarà una
scienza ma certamente non è un gioco o una scommessa
", sosteneva con
ragione Paolo Mereghetti. Per molti addetti ai lavori, però, l’autorevolezza si riduce
all’ottenere un pass per le proiezioni inaugurali e il successivo buffet.

2 responses to “Una macchia?”

  1. Avatar Alex
    Alex

    Il film è stato un po’ fatale alla carriera di Anthony Hopkins, no ? 🙂
    Alex

  2. Avatar Pim

    Probabilmente intendevi Anthony Perkins (faccio anch’io lo stesso sbaglio!). In effetti sì, il personaggio di Norman Bates lo accompagnò (e forse lo ossessionò) per tutta la vita di attore, negli anni ’80 girò (anche come regista) due sequel e un prequel – inguardabili, peraltro.
    Ciao Alex.
    Pim

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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