Arsenio – o, meglio, Arsène – Lupin è un ladro gentiluomo scaturito dalla penna dello scrittore francese Maurice Leblanc. Popolare soprattutto ai tempi della belle époque, resta tuttora un personaggio interessante: ricco, raffinato, seducente, tombeur de femmes… e astutissimo, abile nei travestimenti e nel far perdere le tracce di sé. I lupinologi vanno matti per quella storia in cui si fa costruire un rifugio inaccessibile nell’Aiguille Creuse, uno scoglio solitario posto davanti alle coste normanne di Etretat nel quale accumula le sue ricchezze. In effetti, non è difficile identificarsi ancora oggi con una figura così: ci dà l’illusione di poter trasgredire le regole e infrangere la legge con classe, eleganza, senza alcun senso di colpa (altro che i mediocri furfanti da cui siamo circondati).

I ragazzi cresciuti con la televisione degli anni settanta ricordano Arsenio Lupin come il protagonista di una serie di telefilm di produzione francese trasmessa dalla Rai. L’attore che lo interpretava si chiamava George Descrières ed era membro della Comédie-Française: alto, allampanato, sempre provvisto di cilindro e monocolo, sembrava naturalmente dotato di quei modi un po’ blasé perfetti per interpretare un gentiluomo ladro (piuttosto che ladro gentiluomo). George Descrières se n’è andato ieri, con discrezione, lasciando il suo biglietto da visita – come faceva Lupin – nella cassaforte della nostra memoria.

13 risposte a “Arsenio Lupin”

  1. Avatar Pim

    Per i curiosi, la storia di Etretat e dell’Aguille Creuse si trova qua:
    http://pim1.typepad.com/scrivere_i_risvolti/2007/03/laiguille_creus.html

  2. Avatar rosy
    rosy

    i migliori anni della nostra vita, e anche il miglior pim! mischi ricordi con una vena malinconica e affettuosa, il tuo modo di scrivere che procura salti nel passato mi diverte molto. influisce la circostanza che siamo coetanei e certi programmi sono patrimonio comune.

  3. Avatar Pim

    Grazie per l’apprezzamento, Rosy. Arsène Lupin è uno dei miei pallini: a parte il brano sul viaggio in Normandia, da tempo avevo accumulato del materiale che giaceva in un cassetto. La scomparsa di Descrières ha giocoforza accelerato i tempi – tant’evvero che la frase finale mi è venuta in mente stamattina mentre prendevo il caffè.
    Pim

  4. Avatar nemo
    nemo

    Come dimenticare Sandokan, Pinocchio, Ligabue, serie che hanno allietato le serate innanzi a televisori b/n che più che a corrente andavano a sberle!

  5. Avatar Alex

    Georges Descrières mi ha fatto leggere tutti i libri di Maurice Leblanc ! Immenso attore, d’altronde era di Bordeaux 🙂
    Alex

  6. Avatar irenespagnuolo

    …Questa è una di quelle volte in cui ti abbraccerei forte forte stretto stretto!…

  7. Avatar Pim

    @ Alex:
    Sapevo che viveva sulla Côte, tra Cannes e Grasse, ma non che fosse di Bordeaux. Grazie dell’informazione.
    @ Irene:
    Wow, allora vengo subito da te! 🙂
    Pim

  8. Avatar Homing Pigeon

    Un altro pezzo di giovinezza che se ne va, caro Pim.
    Hai rappresentato benissimo quello che ha significato per noi, ragazzi degli anni settanta.
    Addio George. Vissuto in un’epoca in cui si poteva ancora credere che un ladro potesse esser gentiluomo. O viceversa.
    Il biglietto da visita nella cassaforte della memoria è un’immagine magnifica. Bravo Pim.
    HP

  9. Avatar dragor
    dragor

    La nostalgia è forte anche da noi. Per poco non gli hanno fatto i funerali di Stato.E perché non un loculo al Panthéon?
    dragior (journal intime)

  10. Avatar irenespagnuolo

    Sai che io sono sempre pronta ad accoglierti 😉 !

  11. Avatar Prishilla

    ‘lasciando il suo biglietto da visita nella cassaforte della nostra memoria’. immagine splendida, e tanto ‘vera’!
    Prish

  12. Avatar Pim

    @ Homing Pigeon:
    Bentornato, grazie per la visita.
    @ Dragor:
    Mi chiedevo per l’appunto quanta considerazione avesse Georges Descrières nel proprio Paese d’origine. Dalle tue parole direi molta. (Però, hai ragione, il loculo al Panthéon sarebbe stato davvero troppo!)
    @ Irene:
    Non trovo la faccina che arrossisce! 🙂
    @ Prish:
    Il guaio è che, invecchiando, tutto si colora di ricordi…
    Pim

  13. Avatar Ily
    Ily

    Grazie allo sceneggiato che hai ricordato, ho veramente avuto la possibilità di fare un bel salto indietro negli anni ed ho ritrovato alcuni momenti della mia infanzia, stati d’animo, atmosfere che credevo di aver dimenticato.
    In fondo basta poco per aiutare la memoria.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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