Sì, fu una circostanza che ancora oggi non saprei come definire, se spiacevole oppure semplicemente ridicola… Le slacciai il reggiseno e lei, per tutta reazione, iniziò a parlarmi di quel film con Clark Gable… o Gary Cooper…
Sì, fu una circostanza che ancora oggi non saprei come definire, se spiacevole oppure semplicemente ridicola… Le slacciai il reggiseno e lei, per tutta reazione, iniziò a parlarmi di quel film con Clark Gable… o Gary Cooper…tra cinefili può succedere, pim….
Non oso immaginare che cosa possano dirsi gli anatomopatologi.
Clark, Gary o Cary? A chi associava la signorina il tuo gesto…? Lo spirito di Freud doveva essere presente, in quel momento…
Un cinefilo d’antan mi sparerebbe, però, se devo essere sincero, Pat, ho sempre fatto confusione tra quei tre. E la feci anche quella volta. La citazione funzionava probabilmente come semplice manovra diversiva, di quelle che si usano con uno spasimante impudente. Nonno Sigismondo si sarebbe probabilmente chiesto perché non Bombolo o Louis de Funés…
Ciao, grazie e a presto.
P.
Nonno Sigismondo si sarebbe fatto una bella risata (come la sottoscritta d’altronde)! …anche perché tu, Pim, a quanto pare non eri punto attento alla conversazione… 🙂
Non solo, Prish, fui poco attento a cogliere certi dettagli forniti dalla comunicazione infraverbale – o, perlomeno, li sottovalutai. Però sono fatto così, sin da ragazzo, voglio sempre vedere come vanno a finire le cose, a costo di espormi a qualche delusione…
Buona giornata, ciao.
Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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