Il passatoTheodore: << Era emozionante vederla crescere, vederci crescere e cambiare insieme. Ma questa è anche la parte difficile… crescere con lei, crescere senza di lei. Cambiare senza spaventare l’altro. Ancora oggi mi capita di immaginare di parlarle, riprendo vecchie conversazioni e mi difendo da qualcosa che ha detto di me >>.

Samantha: << Sì, capisco cosa vuoi dire. La settimana scorsa hai detto una cosa che mi ha ferita… che non so cosa vuol dire perdere qualcuno… e mi sono sentita… >>.

Theodore: << Mi dispiace di averlo detto… >>.

Samantha: << No, no, non fa niente, non fa niente, ascolta. Mi sono ritrovata a pensarci e poi ho capito che mi stavo semplicemente ripetendo che in me c’era qualcosa di sbagliato. Era una storia che stavo raccontando a me stessa… mi ripetevo di non essere all’altezza… non è interessante? Il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi >>.

(da Her, di Spike Jonze)

6 risposte a ““Il passato è solo una storia che raccontiamo a noi stessi””

  1. Avatar rosy
    rosy

    una storia di cui è sovente difficile prendere atto…. e allora cerchiamo di cancellare ogni traccia…. ci allontaniamo dalle persone, cambiamo vita e abitudini, smettiamo di scrivere e di ascoltare musica, per non avere più ricordi….
    rosy

  2. Avatar Pim

    Le storie vanno smontate e rielaborate, Rosy, in modo da concedere loro un senso nuovo, alternativo, secondo altri punti di osservazione.
    O, almeno, ci si può provare…
    P.

  3. Avatar Irenespagnuolo
    Irenespagnuolo

    Eh…non è facile ma hai ragione, ci si può provare. Forse addirittura si dovrebbe, talvolta.
    Grazie Pim!

  4. Avatar Pim

    Ci si può provare anche con la scrittura, perché no? 😉
    P.

  5. Avatar Marco
    Marco

    un continuo ricombinare gli elementi per ricostruire “il filo rosso” che lega gli avvenimenti della nostra storia personale. Con una rinnovata consapevolezza di se che emerge dopo ogni nuova “ricostruzione”… e un piccolo dubbio che ogni volta rifa capolino: ma il filo rosso c’è, o ce lo sto mettendo io? Ciao Pim, M.

  6. Avatar Pim

    Il filo rosso c’è comunque, in ogni caso…
    Ciao Marco, grazie.
    Pim

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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