PopuloniaNon avevamo il coraggio di sentirci stanchi. Il sole degli Etruschi brillava sopra i nostri tendini dolenti. Portavo con me soltanto i Canti di Leopardi, in un'edizione tascabile che si piegava come un baedeker. Invece della Nikon, lei impugnava una matita a mine e schizzava con precisione fotografica tutti i paesaggi degni di nota.

(Castello di Populonia, 12 marzo 2014)

4 responses to “Non avevamo il coraggio di sentirci stanchi”

  1. Avatar Prishilla

    Splendido schizzo, Pim! Ne sento perfino il profumo…. 🙂
    Buona Pasqua,
    Prish

  2. Avatar Pim

    Qualche giorno di vacanza e problemi con Typepad non mi hanno permesso di porgerti gli auguri di pasqua, cara Prish. Chiedo venia, spero tu stia trascorrendo giorni sereni.
    Un abbraccio.
    Pim

  3. Avatar dragor
    dragor

    Ecco quello che mi è sempre mancato, la capacità di disegnare. Sai come mi piacerebbe fare schizzi invece di foto?
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Sto messo male anche io, Dragor. Scrivo e faccio fotografie perché è l’unico modo che ho di rappresentare il mondo, ma quanto vorrei saper disegnare…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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