All of youSulla sponda del Po, con la vista sui barconi, il grigio mosso dell’acqua, i ponti solenni, grondavo pioggia senza scampo. Nelle mani infreddolite la copia spiegazzata della sua e-mail, come un fiore affogato.

“Un'intensità da vero scrittore. Mosso come certe riprese di nuovo cinema, vibrante nei toni, avviluppato in suggestioni e memorie malinconiche, il tuo stile si è improvvisamente complicato, come certi rompicapo nei quali si assemblano immagini che paiono univoche e sono invece la rivelazione di un altro disegno, di difficile ma suggestiva interpretazione, denso nei colori articolati del vero e del verosimile, mescolati insieme e inseparabili”.

Davanti a una tazza di tè bollente tengo in sottofondo All Of You. Miles Davis alla tromba, John Coltrane al sassofono, Rod Garland al piano, Paul Chambers al basso e Philly Joe Jones alla batteria. Così ricordo che mi aveva detto Lucia, dieci anni fa.

“L’alternanza di pensieri sentimentali e pulsioni sensuali (avvincente anche nel tuo ultimo racconto, molto ben scritto), capace di inseguire e attrarre vite altrui, personalissima e nel contempo condivisibile, merita ali spiegate, altri luoghi e altri lettori. Non solo quelli di un forum, nel quale siamo come in una seconda casa, riscaldati dalle discussioni, da recensioni importanti, da chiacchiere, da molte emozioni, espressione di umoralità accese e di pensieri più latenti”.

Rincontrarla oggi darebbe il senso perfetto della velocità insopprimibile con la quale ci scordiamo delle persone che smettono di contare.

“Ci sei tu, poi. Paolo. Pim. La scrittura restituisce un’immagine manifestamente scoperta, che però, a tratti, si ritrae discreta, pensosa, colma di possibilità presenti, non solo di nostalgiche felicità passate. Se il tempo futuro dovesse ingenerosamente negarle, sarebbe un ingiustificabile danno, un artificio inspiegabile, un autentico spreco; ma solo tu sai e le congetture sono arbitrarie…”.

Ci sono io, sì. E il mio tempo ancora futuro. Come certi paesaggi fiabeschi che si snodano tra i boschi immersi nella foschia del mattino. Come quando, di fronte agli occhi, appare un castello al bordo del lago.

(3. continua)

4 responses to “All Of You”

  1. Avatar rosy
    rosy

    reincontrarla oggi darebbe il senso della velocità con cui dimentichiamo le persone che hanno contato…. è una frase lapidaria che non mi sento di condividere….

  2. Avatar Pim

    La nostra memoria ha una capacità limitata, Rosy. Quando qualcosa o qualcuno esce dal nostro campo di interesse tendiamo a dimenticarlo, più rapidamente di quanto non crediamo. È un processo fisiologico, non ci si può fare nulla. Non sempre è un male. Anzi: è bene che sia così.
    IMHO, naturalmente!
    Ciao.

  3. Avatar PuntoG

    E’tristissimo pensare che riusciamo a “dimenticare” le persone che hanno contato. Eppure è un’operazione salvifica senza la quale non riusciremmo a continuare ad amare, a rinnamorarci, ad avere nuove persone che contano. Il tempo scorre e noi cambiamo. Per fortuna, quasi sempre, celebriamo un funerale che ci permette la rielaborazione del lutto e la conseguente accettazione. Tranne quando c’è un desaparecidos, ma questa è un’altra storia, ben più triste.
    Grazie per la condivisione e BRAVO!
    Buon giovedì
    .G

  4. Avatar Pim

    D’accordissimo su tutto, G. I desaparecidos lasciamoli al loro destino.
    Grazie a te, a presto.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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