L'uccellino, la vacca e il coyote<< La conosci la storia dell'uccellino? >>, domanda Nessuno a Jack Beauregard: << Mio nonno me la raccontava sempre >>.

Jack è un vecchio cacciatore di taglie, che ne sa lui di uccellini e storielle.

<< Allora >>, riprende Nessuno, che invece è un giovane vagabondo dalla lingua veloce, << Questo uccellino non sapeva ancora volare. Durante l'inverno, in una notte fredda, ruzzola giù dal nido e finisce sul sentiero. Comincia a gridare piiio piiio piiio come un matto e sta per morire di freddo ma, fortuna per lui, ecco che arriva una vacca. Lo vede e pensa di scaldarlo: così alza la coda e… splash… una margherita bella e fumante, grossa così. L'uccellino al caldo è tutto contento, tira fuori il capino e ricomincia pi-piiio pi-piiio, più forte di prima. Ma un vecchio coyote lo sente, arriva di corsa, allunga una zampa, lo tira fuori dalla cacca, lo pulisce ben benino e poi gnam se lo ingoia in un solo boccone… Il nonno diceva che la morale c'è >>, conclude Nessuno, << Ma bisogna trovarsela da soli >>.

Al termine del film (Il mio nome è Nessuno, di Tonino Valerii) Jack Beauregard (Henry Fonda) si fa passare per morto e può imbarcarsi per l’Europa come aveva sempre desiderato. Durante il viaggio in nave scrive una lunga lettera a Nessuno (Terence Hill), nella quale constata amaramente che l’epopea del Vecchio West – degli eroi solitari e dei duelli sotto il sole –  si è ormai conclusa. La nuova epoca senza più valori né certezze (che è poi la nostra) reca con sé una filosofia di vita, se possibile, più dura.

“A proposito… ho trovato anche la morale della storiella che raccontava tuo nonno. Sì, quella dell'uccellino che la vacca aveva coperto di merda per farlo star caldo, che poi fu tirato fuori e mangiato dal coyote. È la morale dei tempi nuovi: non tutti quelli che ti buttano della merda addosso lo fanno per farti del male, non tutti quelli che ti tirano fuori dalla merda lo fanno per farti del bene. Ma soprattutto, quando sei nella merda fino al collo sta’ zitto”.

4 responses to “L’uccellino, la vacca e il coyote”

  1. Avatar dragor
    dragor

    Pesno al letame che spesso uso per concimare le mie piante. Gli escrementi possono dare la vita, come sa bene lo scarabeo stercorario.
    dragor (journal intime)

  2. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Tosta, la morale. Pur se arriva con ‘comica’ leggerezza…E d’altra parte non tutto il male viene per nuocere e il bene può essere assai caro. Chissà forse dobbiamo rivedere pure il nostro approccio ai momenti in cui ci sentiamo o siamo nella m…
    Ciao Pim caro, un abbraccio

  3. Avatar Pim

    … peraltro un mago del palleggio!
    🙂
    Ciao Dragor.

  4. Avatar Pim

    Il mio nome è Nessuno racconta con tono scanzonato proprio questo: la fine di un’epoca in cui gli antichi valori (veri e fittizi) smettono di funzionare e la nuova porta con sé un sovvertimento della morale con cui è difficile fare i conti. La storiella smantella un concetto (cristiano e laico) di solidarietà, smaschera l’egoismo della nostra società che si è chiusa in sé, sorda e indifferente agli altri. Non ci rimane (purtroppo) che tacere i nostri bisogni, negarli pure a noi stessi.
    Ciao Irene cara, contraccambio l’abbraccio.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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