Sapessi quante parole restano fuori…
Sapessi quante parole restano fuori…
… sedute sulla soglia, ad aspettare pazienti. come Ciuchino davanti alla casa di Shrek… 😉
buon weekend!
Prish
Mi piace molto questa immagine, Prish, la porterò con me per tutto il week-end. Grazie.
Pim
“lasciare fuori”….ricordo momenti in cui questo era meraviglioso. Lasciare fuori le parole, ora, è solo doloroso.
Spesso è così e non è semplice accettarlo.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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