"Oltre all'accoppiamento (e al diavolo l'Immaginario), vi è quest'altro abbraccio, che è una stretta immobile: siamo ammaliati, stregati: siamo nel sonno, senza dormire; siamo nella voluttà infantile dell'addormentamento: è il momento delle storie raccontate, della voce che giunge a ipnotizzarmi, a straniarmi, è il ritorno alla madre ('nell'amorosa quiete delle tue braccia', dice una poesia musicata da Duparc)".
(Roland Barthes, Frammenti di un discorso amoroso, Feltrinelli)
4 risposte a ““Nell’amorosa quiete delle tue braccia””
dragor
Si direbbe l’abbraccio Tantra indiano, un amplesso statico nel quale, invece di raggiungere l’orgasmo, i partner si dissolvono nell’universo.
dragor (journal intime)
A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
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