Un muro biancoUn muro bianco può essere un foglio grande di carta. Avevo disegnato un albero spoglio, una casa con il tetto rosso magenta e la porta azzurra. Un bambino, che credo mi somigliasse, camminava sotto la neve stringendo una cartella marrone. Dalla finestra, una donna agitava la mano per salutarlo. Negli anni hanno ridipinto quel muro, intonacandolo con scrupolosità, ma il disegno non è del tutto svanito. In controluce rivedo il tetto magenta, gli occhi della signora affacciata, la cartella marrone.

4 risposte a “Un muro bianco”

  1. Avatar irenespagnuolo
    irenespagnuolo

    Anch’io credo ti somigliasse Pim!!!

  2. Avatar dragor
    dragor

    Fra qualche migliaio di anni quel muro sarà un reperto archeologico. Anche la grotta di Lascaux era un foglio grande di carta.
    Ciao Pim, buona notte
    dragor (journal intime)

  3. Avatar Pim

    Ne è convinta anche la mia mamma, Irene… 🙂

  4. Avatar Pim

    D’altra parte, Dragor, i graffiti sui muri urbani sono la moderna arte rupestre.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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