Ecco: così volevo il rock in quel finire dei Seventies, ancora incerto tra infanzia e prima adolescenza. Un tappeto sonoro scuro, robusto, ma che scorresse fluido, pulito, quasi orchestrale. Basso-percussioni-piano-chitarre uniti in un ritmo trascinante, che inducesse a scandire meccanicamente il tempo con il piede. E poi – per dirla tutta – Stevie Nicks mi piaceva un sacco.
 

2 responses to “Don’t Stop”

  1. Avatar emma
    emma

    Mystique Stevie, style étheral, boots compensés ;), écharpes incroyables,.. Tu as raison, Pim, don’t stop the Dreams..

  2. Avatar Pim

    La chanson est une invitation à lâcher tout ce qui est passé. Une invitation qui ressemble un peu… simpliste , mais c’est une grande vérité.
    P.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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