La sera stessa passai qualche ora al porto,
seduto sul molo, con lo sguardo umido,
ad ascoltare i racconti quotidiani dei pescatori.
E provai un leggero dispiacere
per quei pesci abbandonati nelle ceste
rassegnati a una morte incolpevole,
ingannati da lenze invisibili,
da ami taglienti celati dentro esche vive.

10 responses to “La sera stessa”

  1. Avatar rosy
    rosy

    che punto di vista inusuale….

  2. Avatar Pim

    Empatia ittica…(?)
    🙂

  3. Avatar Prishilla

    La sera stessa. Mi intriga….
    Prish

  4. Avatar Pim

    Già. Chissà che cosa è successo nel corso della giornata…

  5. Avatar Prishilla

    Appunto! ce lo racconti??!

  6. Avatar Pim

    Sarei tentato, Prish… ma mi piace lasciare tutto all’immaginazione. 🙂

  7. Avatar emma
    emma

    Un poème court, Pim, sensible et beau qui me rappelle un autre poisson.. chimérique. Est-ce bien, est-ce mal ? Peut-on échapper à l’ami taglienti ou au moins les esquiver parfois ? Des questions que tu poses et auxquelles seule l’imagination arrive à répondre..

  8. Avatar Pim

    Ma tristesse pour ces poissons est seulement légère, cependant il y a un morceau de moi dans leur destin. Poissons trahis par un hameçon imposteur et puis abandonnés dans un panier… On peut toujours esquiver ou échapper à quelque chose que nous ne voulions pas?
    Merci Emma.
    P.

  9. Avatar emma
    emma

    On peut toujours essayer, Pim. L’Espérance est ce qui nous meut (à doses variables!) tous les jours

  10. Avatar Pim

    L’Esperance a les ailes. Elle peut avoir aussi des ailettes. 🙂

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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