"Risalente al 17 d.C. e dedicato al dio fenicio delle tempeste e delle piogge, questo piccolo tempio è tutto ciò che rimane di un complesso molto più grande. Si erge solitario 200 metri a nord della via principale fiancheggiata da colonne vicino allo Zenobia Hotel. Bel-Shamin era una divinità assorbita da altre culture, così come Bel, e acquistò popolarità a Palmira soltanto nel periodo di massima influenza dell’impero romano.
Sebbene la porta di accesso al tempio sia sempre chiusa, è possibile sbirciare all’interno. Le sei colonne del vestibolo, prospicienti al tempio, sono munite di basamenti che in origine reggevano delle statue e recano alcune iscrizioni. La colonna all’estrema sinistra, risalente al 131 d.C., ha un’iscrizione in greco e in palmireno che tesse le lodi del segretario della città per la generosità mostrata in occasione della visita imperiale del 'divino Adriano' e per aver pagato le spese per la costruzione del tempio".
 

(da Siria, Lonely Planet, IV edizione italiana, novembre 2004. Fotografie scattate a Palmira il 10 agosto 2008)

Bel

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4 responses to “Il tempio di Bel-Shamin”

  1. Avatar rosy
    rosy

    tunisia, libia, siria, la stessa palestina… le nostre radici culturali più profonde ora così recise….

  2. Avatar Pim

    La nostra memoria storica e culturale è oggi minacciata da forze distruttive di fronte alle quali vedo ergersi difese deboli e non consapevoli. Come se tutto questo scempio, che colpisce anzitutto le vite umane e poi il patrimonio artistico, ci riguardasse solo lontanamente. Non è così. Ciascuno di noi dovrebbe sentirsi geneticamente coinvolto.

  3. Avatar dragor
    dragor

    Purtroppo i tempi di questo post vanno messi al passato. Grazie ai barbari che hanno assassinato anche il guardiano del tempio.
    dragor (journal intime)

  4. Avatar Pim

    Ho riportato la descrizione della guida Lonely Planet, che utilizzai per quel viaggio in Siria, come se Palmira potesse essere ancora tale. Concedimi un’ultima illusione, Dragor. Il sito verrà sottoposto a uno stillicidio di distruzioni che, temo, culminerà con il teatro romano. Con esso svanirà un pezzo della nostra storia collettiva.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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