La vera felicitàQuante volte abbiamo pronunciato o sentito pronunciare la frase "quel giorno ero felice e non lo sapevo". No: la vera felicità non consiste in una rievocazione e in una presa di coscienza tardiva, paradossalmente malinconica, di un'emozione episodica e di breve durata. La felicità vera è quella di cui siamo consapevoli qui e ora, quella condizione di pienezza assoluta che riconosciamo nel momento presente imparando ad ascoltare noi stessi.

(La Turbie, 7 luglio 2016, photo by Pim)

6 responses to “La vera felicità”

  1. Avatar Luciano
    Luciano

    “Perché è così che ti frega,la vita. Ti piglia quando hai ancora l’anima addormentata e ti semina dentro un’immagine, o un odore, o un suono che poi non te lo togli più. E quella lì era la felicità”.
    Lo scopri dopo, quand’è troppo tardi. E già sei, per sempre, un esule: a migliaia di chilometri da quell’immagine, da quel suono, da quell’odore. Alla deriva.

  2. Avatar Pim

    Castelli di rabbia, il primo romanzo di Baricco.
    Finché si sta sulla cresta dell’onda delle emozioni non si ha il tempo per considerare null’altro, si pensa a vivere, e basta. Soltanto quando l’attimo fuggente è, per l’appunto, fuggito, si acquista la lucidità necessaria per riflettere, valutare. È riannodando il filo della memoria che ci si rende conto allora che, in quell’attimo, abbiamo provato gioia e piacere. Occorrerebbe invece percepire la felicità in presa diretta, mentre si sta vivendo. Più che ebbrezza, a me dà una sensazione di vertigine: come se mi trovassi in cima ad un monte e guardassi di sotto.

  3. Avatar emma
    emma

    Sulle altezze, le parole vengono più facilmente. O tra cielo e mare. Hanno anche il buon gusto della Tarte Tatin

  4. Avatar PuntoG

    “Di me a quel tempo, ricordo te.”
    E’ quella la felicità.
    E l’averla riconosciuta nel momento in cui si srotolava nel qui e ora…….
    Abbracci
    PuntoG

  5. Avatar Pim

    Le altezze dei monti e le profondità del mare hanno sempre un corrispettivo che si trova nella nostra anima. Provandole, essa si compiace di essere viva.
    Buona estate, Emma.
    P.

  6. Avatar Pim

    (Ri)conosco quella citazione, G., e anche i punti di sospensione…
    La felicità è un frutto dolce che va condiviso, la si assapora con le papille gustative dell’altro.
    Ti abbraccio anch’io. E aggiungo un sorriso.
    P.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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