(Oh  Molly Bloom)Come scia di lumaca lasciamo sulla pagina bianca flussi silenziosi di coscienza (oh Molly Bloom…), serbando l’illusoria speranza che sia possibile dare un ordine alla vita semplicemente riscrivendola.
Forse è la chimera che inseguiamo, lasciare qualcosa che la nostra penna abbia toccato in modo che l'anima sappia dove andare quando è sola.
Le parole costituiscono uno strumento spesso inadeguato per plasmare i pensieri, dando loro forma e sostanza imperfette; ma, a parte che abbiamo solo queste, è proprio la loro duttilità ad affascinare noi apprendisti stregoni, seduttori per natura, incantatori di serpenti e colombe.
Poi siamo incauti, gettiamo sconsideratamente le parole in pasto al mondo con la serena convinzione che verranno recepite per come le abbiamo intese. Quasi mai succede. Più spesso siamo fraintesi, per non dire ignorati, sommersi da un mare di altre parole che disperdono le nostre rendendole ininfluenti.
Ma, in fondo, che importa? L’unica responsabilità che abbiamo è nei confronti dei nostri fantasmi, che dobbiamo rendere in qualche modo inoffensivi e farci amici.

One response to “(Oh, Molly Bloom…)”

  1. Avatar rosy
    rosy

    la vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare il più possibile al sogno che si ha di se stessi (da un film di almodovar)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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