Franco GasparriLa storia triste di Franco Gasparri, divo dei fotoromanzi negli anni '70, diventato famoso al cinema per l'interpretazione del poliziotto Mark.
Franco è bello, ricco, famoso, spensierato, ama le donne e le motociclette. Lo sguardo scuro e selvatico ricorda quello di Alain Delon. La sua popolarità si valuta con la tiratura della Lancio, la casa editrice che ogni mese vende cinque milioni di copie, e gli incassi al botteghino. Il Principe, come lo chiamano le ammiratrici, resta però un uomo semplice, riservato e concreto: il successo è un passaggio rapido, soleva dire. In un caldo pomeriggio di giugno del 1980 si schianta con la sua Kawasaki 900 sul raccordo anulare. Ha appena trentadue anni. Resta paralizzato e sopravviverà su una sedia a rotelle fino al 1999, non prima di aver visto morire la moglie che l'aveva accudito amorevolmente.
Franco Gasparri è sepolto nel cimitero di Borgo Hermada, nell'agro pontino, sulla strada che da Frosinone porta a Terracina. Passai di lì un giorno d'estate di tanti anni fa e gli lanciai un pensiero in volo. Ciao Mark…

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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