Golfo AranciNel momento stesso in cui sono sbarcato a Golfo Aranci, un mattino presto della scorsa settimana, ho avvertito immediatamente la sensazione di essere a casa. È scattato una sorta di riconoscimento reciproco come era già successo altre volte – a Nizza o a Parigi. Questa volta però mi sono sentito accolto come un navigante che rimette piede sull'isola da cui era salpato molto tempo addietro. Porti, strade, spiagge, insenature, paesi: ogni cosa sembrava avermi aspettato per anni con sorridente pazienza, sebbene non fossi mai venuto in queste terre. E ora eccomi, alla vigilia di un'altra partenza, di un altro viaggio e un'altra avventura, con la speranza di un altro ritorno.

(Porto di Golfo Aranci, ore 22. Photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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