Lì sono tornato, dove eravamo stati.
La stessa porta, il cortile, il verde fresco
delle piante umide, la piccola vasca di ninfee.
L'appartamento non è più libero
ma il pensiero non mi dà fastidio.
Il divano bianco, il tavolo, il servizio da tè,
tutto al proprio posto, in quieto ordine.
La proprietaria della casa che ci aveva accolto
mi ha rivolto la parola, senza insistenza.
Ho salito i gradini, mi sono disteso
posando la testa su uno dei cuscini
di stoffa operata, piegando le gambe.
Ho chiuso gli occhi e ritrovato sollievo.
Lì dove eravamo stati.
Lì dove siamo ancora.
 

(Guardando Ferro 3 – La casa vuota, di Kim Ki-duk)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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