Sempre tempo ancora tempo<< È un errore che facciamo tutti, in varia misura >>, dice Amy mentre chiude il libro e lo ripone nello scaffale. << Quando c'è un intoppo, un problema, un ostacolo che ci frena e ci blocca per un po'… Prendiamo tempo pensando di avere tempo, sempre tempo, ancora tempo. E poi, alla fine, ci accorgiamo che è passata una vita e noi siamo sempre fermi allo stesso punto. >>
L'argomento mi tocca particolarmente, però cerco di non dimostrarlo: << Il tempo può essere un prezioso alleato come un nemico infido. È poco maneggevole: pensi di averne a sufficienza ma poi… ti si sfila dalle dita. Non ci resta che vivere ostinatamente il presente, incidere su ogni secondo che passa il nostro nome. >>
<< Il presente, dici. Certo, un concetto di moda, molto buddhista. >>
<< Per la precisione citavo Agostino >>, puntualizzo con sorriso da saputello.
Amy mi guarda con aria indulgente, facendo finta di non vedere le mie mani sporche di marmellata. << Il tempo di avere tempo è scaduto, Pim >>.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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