I would prefer not toUn post, dal momento in cui lo invio on-line rendendolo pubblicamente disponibile, finisce di appartenermi e diventa tuo. Quello che volevo dire io passa in secondo piano, resta quello che capisci tu. In qualche caso poco o punto, ma lo metto in conto e sopporto con signorile nonchalance.

(photo by Pim)

2 responses to “I would prefer not to”

  1. Avatar Marco
    Marco

    Ahahah, dici che la tua osservazione potrebbe riferirsi anche ai… commenti ai post? 😉

  2. Avatar Pim

    Ahah… No, era una considerazione generale. Sono vent’anni che mi aggiro nel magico mondo del web e ho imparato (a mie spese) a non lasciarmi coinvolgere in discussioni troppo accese. Per la loro natura, i social non sono luoghi in cui approfondire le questioni e quindi per contraddittori prolungati. A maggior ragione se certi interventi vanno sopra le righe o, peggio, sconfinano nella maleducazione. Alla fine ciascuno resta della propria opinione e va bene così 🙂

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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