The IrishmanThe Irishman può essere serenamente considerato il film-testamento di Martin Scorsese (sebbene gli ammiratori gli augurino vita lunga e ancora proficua). Vi ritroviamo il suo personalissimo modo di fare cinema, lo stile inconfondibile, gli attori feticcio (Bob De Niro, Joe Pesci, Harvey Keitel), le storie che ci sono diventate familiari.
The Irishman appartiene alla filiera di Goodfellas senza però la concitazione, il sangue, l'azione incalzante: qui i toni sono crepuscolari e domina il cupio dissolvi. La storia avanza con ritmo fluviale, gli eventi scorrono lasciando spazio ai ripensamenti e agli interrogativi. A uno in particolare: perché abbiamo fatto ciò che abbiamo fatto? Ne valeva la pena? La risposta appare scontata, ma non c'è spazio per il pentimento e tantomeno per la redenzione. Il mafioso è uomo d'onore la cui morale non scende a compromessi nonostante i momenti di debolezza e di smarrimento. Se la vecchiaia intanto sopraggiunta ne scalfisce la scorza non incide tuttavia il nocciolo. Il mafioso resta pur sempre un mafioso, ovvero un fuorilegge che non esita a uccidere l'amico di una vita in ossequio a un potere occulto che rappresenta la sintesi della banalità del male.
 

The Irishman, di Martin Scorsese, con Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, Harvey Keitel, Ray Romano, Bobby Cannavale, Anna Paquin (USA, 2019, 209’). In visione su Netflix.

2 responses to “The Irishman”

  1. Avatar Virginia
    Virginia

    Il film è la pietra tombale di un grandissimo regista, di una combriccola di attori formidabili e di un genere cinematografico. Ci mancheranno, tutti.

  2. Avatar Pim

    Concordo con la tua opinione sebbene, durante la visione, io abbia fatto di tutto per scacciare l’idea che “The Irishman” rappresenti un commiato struggente. Il cinema è vivo, lunga vita al cinema!

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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