Ad occhi aperti<< Ieri sera, mentre guardavo l'ultimo episodio della serie, mi sono chiesta: perché si chiudono gli occhi quando ci si bacia? >>.
La domanda di Silvia cade come fa un sasso nello stagno. Pluf. Per un attimo restiamo tutti (paradossalmente) a bocca aperta. Roberto, sfoggiando un'aria da cattedratico, buca dopo qualche istante il silenzio. << Il bacio dà un forte impatto sensoriale, soprattutto quando è desiderato. Il cervello non reggerebbe il sovraccarico emotivo e per questo ci fa chiudere gli occhi >>.
<< Mi sorprendi, Roby, sei un esperto >>, sorride Silvia con tono allusivo.
<< È una normale reazione psicofisica a ogni atto piacevole, >> continua inorgoglito lui. << Anche quando si gusta qualcosa di molto buono si reagisce così. Persino quando si fa la cacca, fateci caso >> (e qui scatta una risata collettiva). << Come non si può starnutire ad occhi aperti. È pericoloso, c'è il rischio avulsione del globo oculare >>.
La spiegazione finalistica proposta da Roberto non mi convince del tutto ma taccio. Mi sta però frullando nella mente qualche ricordo che potrei condividere. << Vi racconto un fatto personale, se volete >>.
<< Sì, dai >> fa Rosy, curiosa come sempre.
<< Quand'ero adolescente baciavo con gli occhi aperti. Me lo fece notare la prima ragazza con cui uscii. Aveva un tono di voce vagamente infastidito ed è questo il motivo per cui ricordo così bene questo particolare >>.
<< Come mai, secondo te? >>, chiede Roberto.
<< Non lo so, ho qualche difficoltà a spiegarne le ragioni. Erano i primi baci ed ero, com'è ovvio, emozionato. Invece di lasciarmi andare volevo restare consapevole di quanto mi stava capitando. O forse mi piaceva fissare la ragazza mentre mi baciava: semplicemente perché era bella o per controllare se anche lei provava ciò che provavo io… Oppure ancora per imprimere la sua immagine nella mia memoria: ero già un voyeur senza saperlo >>.
<< Un voyeur malinconico. Mantenendo il contatto visivo volevi fermare quell'attimo fuggente, sapendo che non sarebbe durato >>, suggerisce Silvia.
<< Proprio così. Ne provavo già nostalgia >>.
<< Interessante >>, commenta Roberto. << No, senza scherzi: è interessante davvero. Di fronte a una forte emozione la componente razionale può cercare di non perdere il controllo >>.
<< Tutte le spiegazioni che mi sono dato negli anni hanno un senso >>, riprendo: << In ogni caso ho perso presto quell'abitudine e ho cominciato a baciare anch'io con gli occhi chiusi >>.
<< L'impatto emozionale ha preso il sopravvento sulla parte cognitiva e hai imparato ad abbandonarti al piacere >>, dice Silvia.
Ridacchio: << Il mio cervello ha finalmente cominciato a funzionare come quello degli altri >>.

2 responses to “Ad occhi aperti”

  1. Avatar Marco
    Marco

    Secondo me è lo sguardo infastidito di lei ti ha convinto che perderla per poter controllare il momento, non val la pena.
    Comunque ci sono delle belle riflessioni di Dostoevskij su “vivere” versus “consapevole di vivere”: ho presente il “Diario di uno scrittore” dove ne parla più esplicitamente, ed è un tema che gli sta a cuore

  2. Avatar Pim

    Grazie Marco.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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