Come Archimede Pitagorico<< Sai Rosy… >>, sarà il Natale, ma oggi sono in vena di ricordi: << Quand'ero bambino volevo inventare una specie di girandola elettronica da applicare sulla testa e che impedisse alla pioggia di bagnarmi. Va bene, ero influenzato dalla fantascienza televisiva degli anni '70, però potrebbe essere davvero una buona idea >>.
<< Un'ottima idea, sì >>, risponde lei, forse più per cortesia che per reale interesse.
<< Come quella di avere un computer portatile che stava in una valigetta e mi risolveva ogni problema. Salvo che, alla fine, qualcuno l'ha inventato sul serio >>.
<< Già. Altro che quei computer a schede perforate grandi come armadi che esistevano allora >>.
<< Ti dirò. Il mio sogno da bambino era fare l'inventore come Archimede Pitagorico e sposare Paperetta Yè-Yè >>.
Rosy mi dà un buffetto sulla guancia, di quelli che si affibbiano ai picchiatelli: << Non smettere di sognare, Pim. Non smettere mai >>.
<< Ah no, certo. Ma chi glielo dice a Paperetta Yè-Yè? >>

2 responses to “Come Archimede Pitagorico”

  1. Avatar Marco
    Marco

    Archimede era il mio eroe!

  2. Avatar Pim

    Anche il mio. Era un personaggio pieno di risorse – anche narrative.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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