La regola è questa: prima studiare, poi pensare, infine parlare.
La regola è questa: prima studiare, poi pensare, infine parlare.
Ma dai, è così divertente fare il contrario! Inizi a parlare, poi avvii il cervello… e poi, forse, ti accorgi che stai dicendo enormi fesserie. Se arrivi alla terza fase è una fatica e può succedere di doversi pure scusare. Ma se ti fermi alla prima fase, parlare, tutto fila liscio: è ovvio che siano tutti gli altri che non capiscono nulla e tu solo hai in bocca la verità! 😉
Dipende dal contesto. Può essere divertente (e lo è, a dire il vero lo faccio spesso) ma solo in compagnia di persone amiche e davanti a un buon boccale di birra.
Io aggiungerei prima tacere, quindi studiare, pensare e, infine, parlare!
“La bellezza del saper tacere al momento opportuno non è mai stata lodata a sufficienza”, come disse il Poeta.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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