Quando guardo dentro di me ritrovo i giochi di quand'ero bambino, i quaderni, le matite colorate. Nulla di quel tempo è andato perduto: esperienze ed emozioni restano lì, da qualche parte, in attesa di essere riprese in mano.
Quando guardo dentro di me ritrovo i giochi di quand'ero bambino, i quaderni, le matite colorate. Nulla di quel tempo è andato perduto: esperienze ed emozioni restano lì, da qualche parte, in attesa di essere riprese in mano.
Esperienze ed emozioni non si cancellano mai, rimarranno sempre nel nostro essere.

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.
(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)
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