Simili<< Le persone che si somigliano si riconoscono immediatamente >>. Da queste parole, pronunciate con tono di voce sognante, deduco che Prisca si sia innamorata.
Se ho una virtù, quella è la discrezione: mi limito perciò a commentare in modo generico. << Sì, lo so. Basta un'occhiata, una parola condivisa… è come un fulmine a ciel sereno. Si resta colpiti, increduli. Chi ci somiglia ci cattura >>.
<< Già. Anche senza parlare, in mezzo alla gente… >>.
Certo, come mi accadde quella volta alla stazione di Santa Maria Novella. Non ho mai confidato a nessuno come andarono realmente le cose e ancora adesso sono convinto di aver fatto bene. << Certi incontri sono il risultato di una combinazione cosmica >>, proseguo senza dare a vedere il benché minimo turbamento, << tipo l'allineamento dei pianeti >>.
Prisca tira un sospiro profondo e intanto si ravvia i capelli. << Vero. Tutti gli elementi partecipano e si incastrano perfettamente >>.
<< È molto più che trovarsi al posto giusto al momento giusto: quella persona sembra inviata dal tuo angelo custode. >> Ange gardien. L'espressione francese mi richiama alla mente un'altra donna che ho amato tanto e per un tempo troppo breve.
Prisca mantiene un approccio più prosaico del mio << Non penso sia l'angelo custode: forse siamo noi, in certe fasi della vita, a essere predisposti a un incontro e lo manifestiamo con il nostro comportamento, sia pure in modo inconsapevole. Chi si trova nello stesso stato lo percepisce e accade quel che, necessariamente, deve accadere… >>.
Sì, funziona esattamente come dice lei. << Tempo fa ho letto una frase che mi è rimasta impressa: due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per quel momento >>.
Mentre sto terminando la frase, mi domando se io creda ancora alla magia che può scaturire da un incontro e che quell'evento, a prima vista irripetibile, possa rendere nuova una vita.
Francamente, non ne sono più così sicuro.
Al contrario, mi è maturata la convinzione che tutto ciò che è stato – le esperienze, le sensazioni, le emozioni – sia destinato a diventare nulla.

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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