Avverto alle spalle una presenza invisibile, una specie di chiarore azzurrino che emette un profumo leggero. Ho la sensazione che mi sfiori la nuca – o forse è uno sbuffo di vento, chissà. Non provo alcun timore e non mi chiedo nulla, se sia reale o un'illusione. Resto immobile, il respiro esce calmo dai polmoni. Se mi voltassi non potrei riconoscerne le sembianze, ma presumo di sapere da quale vita passata proviene l'entità che si sta manifestando.<< Abbiamo vissuto intensamente mentre il mondo, là fuori, non ne sapeva nulla >>, sussurro a fior di labbra.
Mi risponde con un tono di voce che sembra un fruscio: << Il mondo va per conto suo, Pim. >>
Sorrido: << E noi l'abbiamo lasciato andare. >>
(Gaeta, 29 marzo, photo by Pim)







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