Dormire  sognare  forse morireComincio seriamente a credere che i sogni notturni ci schiudano le porte della morte. Ci conducano cioè in una rappresentazione dell'oltrevita così come lo percepiremo dopo che le funzioni corporee saranno cessate.
Il fatto che da quel simulacro di realtà parzialmente sperimentato arrivino al risveglio solo detriti di esperienza e flash scomposti non è che l'effetto di un pallido meccanismo di difesa. L'Io non può lasciarsi sopraffare dall'esperienza inaudita del trovarsi fuori da sé; deve proteggersi dall'angoscia di aver gettato, in una condizione di alterità, uno sguardo sul non essere. Su un altrove in cui l'identità fittizia che ci siamo dati nel tempo e nello spazio collassa, implode, diventando irrimediabilmente parte di una dimensione inverosimile.
Ma forse siamo noi umani ad essere inauditi come materia che compone l'universo: una materia casuale, effimera, difettosa, senza scopo. Facciamocene una ragione.

3 responses to “Dormire, sognare, forse morire”

  1. Avatar Marco
    Marco

    Perché “senza scopo”? Uno scopo lo si può sicuramente dare. Il problema è quale scopo si sceglie: secondo me, questo è il dramma dell’esistenza.
    L’alternativa è uno scopo che venga dato “da fuori”: ma quando mai sarebbe accettabile uno scopo “esterno”? Tutte le dittature e le abberrazioni umane derivano da scopi estrinseci rispetto alla coscienza interiore.
    Secondo me, teniamoci il dramma della libertà

  2. Avatar Pim

    Ogni essere umano può darsi uno o più scopi – anzi dovrebbe. Non sempre la scelta è libera, autodeterminata, consapevole: con una certa frequenza viene condizionata, e in varia misura, da fattori esterni. Ma, cambiando scala di grandezza, quanto questo o questi scopi incidono sulle dinamiche universali? Quanto incide sui movimenti delle galassie una nostra infinitesimale decisione estemporanea? Per saperlo dovremmo avere il punto di vista di Dio – sempre che, se esiste, Egli ne abbia uno e non invece infiniti. Preferisco essere realista e pensare che non esistano scopi assoluti, ma la mia è solo un’opinione – infinitesimale e irrilevante anch’essa…

  3. Avatar Marco
    Marco

    “Quanto questo o questi scopi incidono sulle dinamiche universali?”
    Domanda legittima, però, in fondo, perché mai dovrei aspirare ad incidere sulle dinamiche universali? Mi basta diffondere un po’ di profumo…
    “tuoi cespi solitari intorno spargi,
    odorata ginestra,
    contenta dei deserti.”
    In qualche modo, essere una piccola e odorosa ginestra può essere una condizione più che degna.

Rispondi

Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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