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In una lettera del 6 marzo 1910, Freud scriveva al pastore Pfister: "Che cosa si può mai fare in una giornata o in un periodo in cui i pensieri rifiutano di farsi avanti o le parole non vogliono allinearsi? È una possibilità che dà i brividi."
Io ho imparato a gestire questo overbooking cognitivo modo piuttosto efficace. Evito di forzare invano la mente e stacco la corrente per il tempo necessario a smaltire il sovraccarico. Scendo in giardino e poto le rose, innaffio le piante, taglio l'erba. Lascio al cervello il tempo necessario per ripulirsi, convogliando il sovraccarico di energia in piccoli lavori manuali nei quali disperdo ansie e preoccupazioni, recuperando l’equilibrio interiore.
Chi mai potrà salvare il mondo se non colui che si prende cura del proprio giardino, sostiene qualcuno. Chi potrà mai salvare sé stesso, si potrebbe precisare.
Sono convinto che la mia sia una buona soluzione, caro nonno Sigismondo, tu che ne dici?
 
(photo by Pim)

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Pim

A mezzanotte eravamo ancora nel ristorante greco… con la candela quasi liquefatta sul collo della bottiglia, a raccontarci tutto… Avevo l’impressione di doverle dire una cosa. A mezzanotte e mezzo si era scostata il ciuffo, per guardarmi meglio, io le avevo puntato contro l’indice tenendo il pollice alzato e le avevo fatto: “Pim”. “È strano”, aveva detto, “anch’io”. Così eravamo diventati carne di una sola carne, e da quella sera per lei ero stato Pim.

(Umberto Eco, Il pendolo di Foucault)

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