Io so che morirò custodendo nel cuore il nostro segreto, fulcro d'amore, fonte di silenziosa disperazione e infine di quieta nostalgia. Tu finirai invece per rivelarlo, se non l'hai già fatto, per disconoscerlo agli occhi del mondo oppure servendotene come semplice provocazione.
Eppure, né tu né io potremo mai liberarcene del tutto, perché entrambi siamo diventati parte di quel segreto. Si è introdotto nelle nostre reti neuronali e lì resta appeso come una ragnatela nel sottotetto, in mezzo a pacchi di fotografie e plichi polverosi di lettere. Una folata di vento ogni tanto lo fa ondeggiare, la tela setosa si sfilaccia morbida e poi ricade inerte, sempre più lassa e sottile. Ma resta intatto, ingrigisce e si abbarbica ai muri scoloriti, diventando con essi una sola cosa.
(photo by Pim, Reggia di Venaria)








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