Avremmo potuto incontrarci a Tangeri come a Salonicco: eravamo due perfetti sconosciuti ad armi pari, con il cuore trafelato, senza sapere la strada e dove andare. Fatto sta che il rischio di ficcarci nei guai sembrava meglio che restare a casa. L'amore è il rifugio perfetto per chi ha bisogno di un posto in cui stare e le intenzioni non sono sempre cattive come invece certe abitudini.
Mi leggevi le linee della mano cercando una bussola che non trovavi e, intanto, pronunciavi parole selvatiche che sapevano di muschio. Era proprio questa estraneità che volevo: una città all'estero, nessun punto in comune, nessun passato da condividere. Nel tuo sguardo galleggiava un piacevole senso di ignoto che suscitava desideri senza aspettative. Eravamo pronti a dannarci l'anima e restava appena un passo da fare. Il paradiso poteva trovarsi ovunque, come certi miracoli, in fondo al mare come al piano superiore.
Fin dal primo bacio compresi quale fosse il limite oltre il quale non avrei potuto spingermi – non parlo di confini fisici perché tu non immaginavi nemmeno che esistessero. Mi dicesti che con me volevi fare un figlio e poi deporlo in una conchiglia sulla spiaggia dei marinai. La gente è invidiosa, tutti sibilano cattiverie dietro le spalle, ma non fu questo a trattenermi dal raggiungere il faro oltre la curva. Avrei dovuto arrampicarmi su una scogliera cosparsa di cocci aguzzi di bottiglia e le mie mani erano solcate da tracce profonde di pneumatici.
Non si può rubare l'amore se non hai l'attrezzatura e l'istinto del ladro. Puoi tentare il colpo e, se riesce, arraffare tutto il bottino e fare follie per una notte intera. Non devi però riprovarci, perché la vanità ti mangerebbe vivo risputandoti a pezzi e bocconi. Ogni gioco ha le proprie regole e noi non siamo bravi su tutti i tavoli, neanche se abbiamo in mano le carte giuste.








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