The Alto Knights, di Barry Levinson, con Robert De Niro, Debra Messing, Cosmo Jarvis, Kathrine Narducci, Michael Rispoli, Anthony J. Gallo (USA, 2025, 120′). In visione su Sky.
New York, anni Cinquanta. Al centro della storia troviamo Frank Costello e Vito Genovese, amici fin da ragazzi, che diventati boss mafiosi si ritrovano coinvolti in un violento scontro per il potere. La tensione raggiunge il culmine quando un sicario inviato da Vito cerca di eliminare Frank, che tuttavia riesce a salvarsi. Sullo sfondo gli Stati Uniti stanno cambiando, la mafia intreccia legami sempre più stretti con la politica e il mondo degli affari…
Va bene, va bene. I mafia-movies vengono considerati oramai fuori dal tempo, soprattutto se confrontati con le tendenze e le pratiche del cinema contemporaneo. Levinson gioca a rifare Scorsese (avvalendosi della collaborazione di Nicholas Pileggi, suo storico sceneggiatore), mentre De Niro si cimenta in un doppio ruolo permettendosi richiami e autocitazioni.
Eppure… Eppure, nonostante tutto, arrivato ai titoli di coda non ho potuto fare a meno di provare una sensazione di piacevole conforto. Questo genere, con il suo stile inconfondibile e la sua modalità di narrazione piuttosto tradizionale, continua a piacermi. Forse proprio perché oggi sembra diventato oggetto atipico e raro nel panorama cinematografico. The Alto Knights non ci riporta solo indietro nel tempo, nella New York che fu, ma rappresenta un’immersione in un mondo fatto di amicizie tradite e lotte senza esclusione di colpi (bassi). Sebbene non sia irresistibile e richiami atmosfere meglio riprodotte altrove, Levinson propone un film che riesce ancora a coinvolgere lo spettatore.








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