La vita è un’enorme pupazzata, sosteneva Pirandello. Le credenze, gli ideali, le narrazioni che ci costruiamo non sono altro che artifici, un po’ di fumo negli occhi che ci permette di non restare abbagliati dalle assurdità del mondo. Eppure – paradossalmente, o forse inevitabilmente – proprio di queste illusioni abbiamo bisogno per tirare avanti, per non soccombere all’angoscia che ci abita. Gli esseri umani non vivono di verità: vivono di storie che li tengono in piedi.
Anche la scrittura, se considerata con occhio impietoso, potrebbe sembrare un atto irragionevole, un tentativo impacciato di attribuire consistenza a ciò che consistenza non ha. E tuttavia, scrivere è necessario: rappresenta un sollievo, una compensazione alla frustrazione che deriva dallo stare nel mondo in assenza di un perché ultimo. In mancanza di un fine superiore resta il quieto desiderio di dare forma ai frammenti di senso che riusciamo ad afferrare.
Un’enorme pupazzata… Nel trasporto complicato del mio corpo attraverso il mondo colgo un’eco della convinzione pirandelliana. In questi mesi, nei quali ho dovuto muovermi con le stampelle, mi sono sentito una come marionetta appesa ai fili. Questa consapevolezza quasi irreale ha aggiunto peso ai passi incerti che facevo. Mi sentivo al centro di una stupida commedia cui partecipavo senza aver scelto il ruolo e, guardandomi dall’esterno, nel riconoscere la goffaggine di certi gesti, mi veniva persino da sorridere.
E allora, in mezzo a questo teatrino un po’ tragico e un po’ farsesco, scrivere non costituisce un atto nobile, un tentativo di sublimazione, ma un modo fragile di testimoniare il mio essere qui, comunque. Rappresenta una piccola resistenza contro la sensazione fastidiosa di essere una marionetta sghemba che recita una parte senza copione.
La vita resterà pure una pupazzata. Ma nel modo in cui scelgo di muovere le mani e i piedi, di inciampare, di risollevarmi e di raccontare ciò che sento, avverto un’autenticità che non ha bisogno di proclami. Una verità personale, sommessa ma tenace: la mia.








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