“Anche le storie abitano, hanno una casa. Siamo noi la loro casa. Dentro di noi nascono, nella nostra testa riposano o si agitano insonni, ai nostri occhi si affacciano e guardano, alle nostre orecchie si ascoltano, contenute dalle nostre braccia lievitano, nel nostro cuore ridono e piangono. Ma ci sono case anche di ghiaccio, con occhi che non sanno vedere e orecchie che non sanno ascoltare e braccia che non sanno abbracciare, allora le nostre storie si ammalano, cercano una nuova casa che abbia orecchie buone, e fini, molto fini, perché le storie non ascoltate muoiono“.
(Vivian Lamarque, Le case delle storie)
“La storia, ogni storia, nasce quando ci sono un corpo e una mente che si preparano all’ascolto.“
(Dacia Maraini, La bambina e il sognatore)
“L’ultima volta che l’ho visto era seduto su una bomba. Sul serio. Stava seduto su una carica di dinamite grande così. Una lunga storia… Lui diceva: “Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”. Lui l’aveva una… buona storia. Lui era la sua buona storia. Pazzesca, a ben pensarci, ma bella… E quel giorno, seduto su tutta quella dinamite, me l’ha regalata.“
(Alessandro Baricco, Novecento)
“E [Shahrazād] continuò in tale modo a dipanare il filo dei suoi racconti, interrompendolo alla fine di ogni notte e riprendendolo nel corso della notte successiva, sempre con il permesso del re Shāriyār… E mille e una notte trascorsero.“
(Storia del re Shāriyār e della bella Shahrazād, da Le mille e una notte)
(photo by Pim: Museo Nazionale del Cinema di Torino)








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